🏛️ GUIDA FISCALE · Aggiornata al 5 luglio 2026

IMU ridotta con il canone concordato: lo sconto del 25%

Chi affitta un immobile con contratto a canone concordato paga l'IMU ridotta al 75%: uno sconto del 25% sull'imposta, previsto per legge in tutti i Comuni italiani (art. 1, comma 760, L. 160/2019). E molti Comuni aggiungono un secondo vantaggio: un'aliquota agevolata dedicata proprio ai contratti concordati.In questa guida: come si calcola l'IMU sugli immobili affittati, come funziona la riduzione, quanto vale in euro — con un calcolatore gratuito — e cosa serve per non perdere l'agevolazione.

💡 In sintesi: con il canone concordato l'IMU si versa al 75% dell'importo pieno, ovunque in Italia e con qualsiasi regime fiscale (cedolare o IRPEF). Su una rendita di 500 € con aliquota 1,06% sono 222,60 € di IMU in meno ogni anno — di più se il tuo Comune prevede anche l'aliquota agevolata.


🧾 Come si calcola l'IMU su un immobile affittato

Per le abitazioni (categoria catastale A, escluso A/10) la formula è sempre la stessa:rendita catastale × 1,05 × 160 × aliquota comunaleLa rendita si rivaluta del 5%, si moltiplica per 160 e si applica l'aliquota deliberata dal Comune. Con il canone concordato, il risultato si calcola solo sul 75% della base. Ecco l'esempio con una rendita di 500 € e aliquota 1,06%:

Contratto Base imponibile IMU annua
Canone concordato 63.000 € (ridotta al 75%) 667,80 €
Canone libero 84.000 € (piena) 890,40 €
Risparmio: 222,60 € l'anno, a parità di tutto il resto. La riduzione spetta indipendentemente dal regime fiscale scelto per il canone (cedolare secca o IRPEF) e si somma agli altri vantaggi del concordato: cedolare al 10% e tutte le altre agevolazioni.


🧮 Calcola il tuo risparmio IMU

Ti bastano due dati: la rendita catastale (dalla visura) e l'aliquota IMU deliberata dal tuo Comune.



🏷️ Il secondo sconto: l'aliquota agevolata comunale

La riduzione della base al 75% è nazionale e automatica. Molti Comuni però fanno di più: nella delibera IMU annuale prevedono un'aliquota ridotta dedicata agli immobili affittati a canone concordato, più bassa di quella ordinaria per gli immobili locati. I due benefici si cumulano: base ridotta × aliquota ridotta.Due cose da verificare nella delibera del tuo Comune (la trovi sul sito comunale o sul portale del MEF):

1. L'aliquota dedicata ai concordati. Alcuni Comuni la applicano a tutti i contratti concordati, altri la limitano (per esempio ai soli contratti di inquilini che vi trasferiscono la residenza). Leggi le condizioni esatte.
2. Gli obblighi dichiarativi. Per l'aliquota agevolata molti Comuni chiedono una comunicazione o la dichiarazione IMU con gli estremi del contratto. Senza, rischi di perdere il beneficio comunale (quello statale del 25% resta).


❓ Domande frequenti sull'IMU con canone concordato

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La riduzione IMU vale in tutti i Comuni?

Sì. La riduzione dell'imposta al 75% è prevista dalla legge statale (art. 1, comma 760, L. 160/2019) e vale in tutta Italia, anche nei Comuni non ad alta tensione abitativa. Non va confusa con la cedolare al 10%, che invece richiede un Comune ad alta tensione abitativa.

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Devo scegliere la cedolare secca per avere lo sconto IMU?

No. Sono agevolazioni indipendenti: la riduzione IMU dipende solo dal tipo di contratto (canone concordato conforme), non dal regime fiscale del canone. Vale sia con la cedolare sia con l'IRPEF ordinaria.

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Serve l'asseverazione del contratto per la riduzione IMU?

Per i contratti non assistiti (firmati senza le associazioni di categoria), l'attestazione di rispondenza è la prova che il contratto è conforme all'accordo territoriale: è necessaria per fruire delle agevolazioni fiscali, inclusa la riduzione IMU. Molti Comuni la richiedono espressamente anche per l'aliquota agevolata.

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Quando e come si paga l'IMU?

In due rate: acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre, con modello F24. La riduzione si applica in proporzione ai mesi in cui l'immobile è stato locato a canone concordato durante l'anno.

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È la stessa riduzione del comodato ai parenti?

No, sono due agevolazioni diverse. Il comodato gratuito a genitori o figli (con requisiti stringenti) riduce la base imponibile al 50%; il canone concordato riduce invece direttamente l'imposta al 75%. Non sono cumulabili tra loro: si applica quella relativa alla situazione effettiva dell'immobile.



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La riduzione IMU spetta solo se il contratto è un vero canone concordato: canone entro le fasce dell'accordo territoriale e contratto sul modello ministeriale. ConcordatoFacile ti fa il calcolo del canone gratis e rilascia l'asseverazione che certifica la conformità — 100% online, in tutta Italia.

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Fonti normative: art. 1, commi 745 e 760, L. 160/2019 · delibere IMU comunali (portale MEF — Dipartimento delle Finanze). Contenuto informativo aggiornato al 5 luglio 2026: non costituisce consulenza fiscale.