🏠 GUIDA COMPLETA · Aggiornata al 5 luglio 2026
Contratto a canone concordato: cos'è e come funziona
Il contratto a canone concordato — che molti chiamano semplicemente affitto concordato, o contratto a canone agevolato — è un contratto di locazione abitativa (legge 431/1998, art. 2, comma 3) in cui il canone non è libero ma "concordato" entro fasce di valori stabilite dagli accordi territoriali firmati dalle associazioni dei proprietari e degli inquilini per ciascun Comune. In cambio del canone calmierato, lo Stato riconosce al proprietario le agevolazioni fiscali più forti del sistema: cedolare secca al 10%, IMU ridotta del 25%, IRPEF e registro agevolati.Questa è la guida di partenza: requisiti, tipologie, come si determina il canone, vantaggi e limiti per proprietario e inquilino, casi particolari come stanze e immobili arredati, e gli adempimenti per non perdere i benefici.
📜 Da dove nasce: legge 431/98 e accordi territoriali
La legge 431/1998 ha creato due binari per gli affitti abitativi: il canone libero (art. 2, comma 1: il classico 4+4, canone deciso dalle parti) e il canone concordato (art. 2, comma 3), dove il canone rispetta gli accordi territoriali negoziati Comune per Comune dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori.Gli accordi — aggiornati secondo il decreto ministeriale 16 gennaio 2017 — dividono il territorio comunale in zone omogenee e fissano per ciascuna una fascia di canone (minimo e massimo al metro quadro), con parametri che spostano il valore su o giù in base alle caratteristiche dell'immobile. Il contratto va redatto sul tipo ministeriale allegato al decreto — Allegato A per il 3+2, B per il transitorio, C per gli studenti — che non può essere modificato nelle clausole standard.
🗺️ Come trovare l'accordo territoriale del tuo Comune
Il punto di partenza è sempre l'accordo del Comune in cui si trova l'immobile, non quello di residenza delle parti. Gli accordi sono firmati dalle organizzazioni locali della proprietà edilizia e degli inquilini e di norma si trovano sul sito del Comune o presso le associazioni firmatarie.Nel testo dell'accordo cerca tre cose: la data, perché vale l'accordo vigente e non il primo che compare online; la zona omogenea in cui ricade l'indirizzo; la fascia di canone al metro quadro, con i parametri che la spostano verso il minimo o il massimo. Se il Comune non ha un accordo proprio, valgono le regole sostitutive spiegate nelle domande frequenti in fondo alla pagina.Se preferisci non cercarlo a mano, il calcolo gratuito di ConcordatoFacile parte dall'accordo vigente del tuo Comune ed è già disponibile per oltre 1.000 comuni italiani. Per capire come si passa dalla fascia al canone c'è la guida al calcolo del canone concordato.
📑 Le tre tipologie di contratto concordato
✅ Requisiti: quando si può fare un contratto a canone concordato
Per il 3+2 non servono requisiti particolari del proprietario o dell'inquilino; il transitorio e il contratto per studenti richiedono in più i loro presupposti (un'esigenza temporanea, di norma documentata, e uno studente iscritto in un Comune diverso da quello di residenza). Per avere un contratto concordato servono tre condizioni, più una quarta per ottenere le agevolazioni.
🔢 Come si determina il canone
Il canone non lo scegli tu: lo calcoli. Si parte dalla zona omogenea in cui si trova l'immobile, si individua la fascia €/mq dell'accordo territoriale, si calcola la superficie convenzionale (che pesa in modo diverso balconi, cantine, box e pertinenze) e si applicano i parametri dell'accordo — arredamento, dotazioni, stato dell'immobile — che posizionano il canone dentro la fascia.Il risultato è la fascia, con il minimo e il massimo applicabili: un canone fuori fascia mette a rischio le agevolazioni, e se supera il massimo l'inquilino può chiedere indietro la differenza. → La guida completa al calcolo
🧩 Casi particolari: stanze, arredati, inquilino impresa
⚖️ Vantaggi e svantaggi, per tutti e due
Per il proprietario: cedolare secca al 10% invece del 21% (nei Comuni ad alta tensione abitativa), IMU ridotta al 75% in tutti i Comuni e — sempre nei Comuni ad alta tensione — IRPEF su imponibile al 66,5% e registro sul 70% del canone. Per l'inquilino: canone calmierato e contratto standard senza sorprese; con il 3+2, in più, proroga di diritto di due anni alla prima scadenza e detrazione nel 730 fino a 495,80 € l'anno per chi la usa come abitazione principale e ha i requisiti di reddito.In cambio, il concordato ha anche dei limiti. Conviene conoscerli prima di firmare:
Il canone più basso è spesso più che compensato dal risparmio fiscale: qui trovi il confronto completo con il calcolatore del risparmio, e qui la mappa di tutte le agevolazioni.
📋 Gli adempimenti: dalla firma alla registrazione
❓ Domande frequenti sul canone concordato
🚀 Inizia dal calcolo gratuito
Il primo passo è sempre lo stesso: sapere quanto vale il canone concordato del tuo immobile. Te lo calcoliamo gratis secondo l'accordo territoriale del tuo Comune; se poi decidi di procedere, pensiamo noi all'attestazione.
Tutte le guide e gli strumenti: indice delle guide sul canone concordato.
Fonti normative: Legge 431/1998 · DM 16 gennaio 2017 · Agenzia delle Entrate · accordi territoriali di Milano, Roma (anche l'accordo del 25 luglio 2023) e Bologna. Contenuto informativo aggiornato al 5 luglio 2026: non costituisce consulenza fiscale o legale.