🎁 GUIDA FISCALE · Aggiornata al 5 luglio 2026

Tutte le agevolazioni fiscali del canone concordato

Il contratto a canone concordato è il contratto di locazione più agevolato del sistema fiscale italiano: cedolare secca al 10%, IMU ridotta del 25%, imponibile IRPEF al 66,5%, imposta di registro sul 70% del canone — e per l'inquilino una detrazione dedicata nel 730. Questa è la mappa completa, con i link per approfondire e calcolare ogni voce.

Agevolazione Quanto vale Dove si applica
Cedolare secca ridotta 10% invece del 21% Comuni ad alta tensione abitativa
IMU ridotta imposta ridotta al 75% (−25%) tutti i Comuni
IRPEF ridotta imponibile al 66,5% del canone Comuni ad alta tensione abitativa
Imposta di registro ridotta 2% sul 70% del canone (0 con cedolare) Comuni ad alta tensione abitativa
Detrazione inquilino fino a 495,80 € l'anno abitazione principale, per fasce di reddito


🏠 Le agevolazioni per il proprietario

💶 Cedolare secca al 10%. L'agevolazione più pesante: nei Comuni ad alta tensione abitativa l'imposta sostitutiva scende dal 21% al 10%, e assorbe IRPEF, addizionali, registro e bollo. Su un canone di 800 €/mese sono 1.056,00 € l'anno di differenza. → Guida completa con calcolatore
🏛️ IMU ridotta al 75%. L'imposta si calcola al 75% in tutti i Comuni e con qualsiasi regime fiscale; molti Comuni aggiungono un'aliquota agevolata dedicata. → Guida completa con calcolatore
📉 IRPEF su imponibile ridotto. Se non scegli la cedolare, il canone concordato è tassato in IRPEF sul 66,5% (il 95% ridotto di un ulteriore 30%, nei Comuni ad alta tensione abitativa) invece che sul 95% del canone libero.
🧾 Imposta di registro ridotta. In regime IRPEF, nei Comuni ad alta tensione abitativa il registro (2% annuo, diviso a metà con l'inquilino, minimo 67 € per la prima annualità) si calcola solo sul 70% del canone. Con la cedolare non si paga affatto.


🧑‍🤝‍🧑 Le agevolazioni per l'inquilino

Oltre al canone calmierato, l'inquilino che adibisce l'immobile ad abitazione principale ha una detrazione IRPEF dedicata: 495,80 € l'anno con reddito fino a 15.493,71 €, 247,90 € fino a 30.987,41 € (rigo E71, codice 2 del 730 — rimborsata anche a chi è incapiente). Gli studenti universitari fuori sede hanno un'ulteriore detrazione sui canoni. → Guida completa con calcolatore



🔑 Il requisito che le sblocca tutte: la conformità

Ogni agevolazione di questa pagina poggia sullo stesso presupposto: che il contratto sia un vero canone concordato — canone entro le fasce dell'accordo territoriale, contratto sul modello ministeriale (DM 16 gennaio 2017). Per i contratti stipulati senza l'assistenza delle associazioni, la prova della conformità è l'attestazione di rispondenza (asseverazione): senza, le agevolazioni sono a rischio — con recupero delle imposte e sanzioni in caso di controllo.

ConcordatoFacile fa entrambe le cose, 100% online: il calcolo gratuito del canone secondo l'accordo del tuo Comune e l'asseverazione del contratto tramite Confproprietà, in tutta Italia. → Come funziona l'asseverazione


❓ Domande frequenti sulle agevolazioni

Le agevolazioni sono cumulabili tra loro?

, con una sola scelta da fare: sul canone si applica o la cedolare secca o l'IRPEF con imponibile ridotto (sono regimi alternativi). Tutto il resto si somma: IMU ridotta, registro agevolato (o azzerato con la cedolare) e detrazione dell'inquilino convivono senza limiti.

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Quali agevolazioni valgono anche fuori dai Comuni ad alta tensione abitativa?

La riduzione IMU (imposta al 75%) e la detrazione dell'inquilino valgono ovunque esista un accordo territoriale. Sono invece legate all'alta tensione abitativa la cedolare al 10%, l'ulteriore riduzione IRPEF del 30% e il registro ridotto sul 70% (art. 8, L. 431/98).

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Cosa succede se il contratto non è conforme all'accordo?

Un canone fuori fascia o un contratto difforme dal modello ministeriale non dà diritto alle agevolazioni: in caso di controllo si recuperano le imposte risparmiate (cedolare al 21%, IMU piena) con sanzioni e interessi. Per questo il calcolo del canone e l'asseverazione vanno fatti bene fin dall'inizio.

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Valgono anche per contratti transitori e studenti?

Sì, con un distinguo. Entrambi accedono, nei Comuni ad alta tensione abitativa, alla cedolare al 10% (per i transitori lo conferma la prassi dell'Agenzia delle Entrate, Risposta n. 597/2021) e alla riduzione IMU. I contratti per studenti godono anche della riduzione IRPEF del 30% e del registro ridotto; i transitori invece no: l'art. 8, comma 3, L. 431/98 li esclude espressamente da queste due agevolazioni.



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Fonti normative: Agenzia delle Entrate — Cedolare secca · art. 1 c. 760 L. 160/2019 (IMU) · art. 8 L. 431/1998 (IRPEF e registro) · art. 16 TUIR (detrazione inquilino). Contenuto informativo aggiornato al 5 luglio 2026: non costituisce consulenza fiscale.