🔓 CANONE LIBERO · Aggiornata al 5 luglio 2026
Contratto a canone libero (4+4): come funziona
Nel contratto a canone libero il canone lo decidono le parti: nessuna fascia, nessuna tabella, nessun tetto. In cambio la legge fissa la durata — 4 anni più 4 di rinnovo automatico — ed è per questo che tutti lo chiamano 4+4. È la forma disciplinata dall'art. 2, comma 1, della legge 431/1998, ed è il contratto abitativo più diffuso in Italia.In questa pagina: come funzionano durata e rinnovo, quanto si paga davvero di tasse (spoiler: più che con il concordato), quando il libero è la scelta giusta — e come lo redigiamo e registriamo per te.
🔑 Canone deciso dalle parti, durata decisa dalla legge
La libertà riguarda solo l'importo. Proprietario e inquilino concordano il canone che vogliono, senza doverlo far rientrare in una fascia e senza bisogno di alcuna attestazione di conformità: quel documento appartiene al canone concordato e qui non esiste, non serve e non va richiesto a nessuno.Tutto il resto è vincolato. La durata minima è di 4 anni — di più si può pattuire (6+4, 8+4), di meno no — e alla prima scadenza il contratto si rinnova automaticamente per altri 4, salvo i casi tassativi in cui il proprietario può opporsi. Il canone si può aggiornare ogni anno all'indice ISTAT, ma solo se il contratto contiene la clausola e solo fino al 75% della variazione FOI (art. 32 L. 392/1978) — e serve una richiesta espressa del locatore, che non è retroattiva.
💰 Le tasse sul canone libero, senza sconti
Qui sta il vero prezzo della libertà sul canone. Il canone libero non gode di nessuna delle agevolazioni pensate per il concordato: la cedolare secca è all'aliquota piena, l'IMU non si riduce, l'imposta di registro si calcola sull'intero canone e l'inquilino non ha la detrazione maggiorata.
Questo non significa che il concordato convenga sempre: significa che il canone libero deve essere abbastanza più alto da coprire la differenza fiscale. Spesso lo è, soprattutto dove il mercato corre e le fasce dell'accordo territoriale sono ferme da anni. Qui puoi fare i conti sul tuo immobile, con il calcolatore che confronta i due regimi sul rendimento netto.
🤔 Quando il canone libero è la scelta giusta
Il canone libero conviene tipicamente quando:
Al contrario, se il tuo Comune ha un accordo aggiornato e il canone di mercato è vicino alla fascia concordata, il concordato quasi sempre vince: a parità di incasso lordo lascia in tasca di più. È un calcolo, non una preferenza — e lo facciamo gratis prima che tu decida.
📚 Approfondimenti sul canone libero
🚀 Lo scriviamo e lo registriamo noi
Un 4+4 sembra semplice finché non serve davvero: durata e rinnovo, facoltà di recesso, aggiornamento ISTAT, ripartizione degli oneri accessori, deposito cauzionale, allegati obbligatori. Una clausola scritta male si paga anni dopo, quando serve far valere il contratto.ConcordatoFacile redige il contratto a canone libero — bozza pronta in 24-48 ore — e, se vuoi, lo registra all'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge. Stesse tariffe della pratica a canone concordato: € 79,00 per la sola redazione (Pratica base), € 99,00 con la registrazione inclusa (Pratica completa). Prima di partire ti diciamo comunque, gratis, se nel tuo Comune il concordato ti farebbe guadagnare di più.
Fonti normative: art. 1, c. 2 (esclusioni), art. 2, c. 1, e art. 3 L. 431/1998 · art. 2 DM 16 gennaio 2017 (contratti transitori) · art. 32 L. 392/1978 (aggiornamento ISTAT) · art. 3 D.Lgs. 23/2011 (cedolare secca). Contenuto informativo aggiornato al 5 luglio 2026: non costituisce consulenza legale.